Speleologia Urbana
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SPELEOLOGIA IN CAVITA’ ARTIFICIALI

(SPELEOLOGIA URBANA)

 

Innanzitutto definiamo che cosa è, visto che il concetto di speleologia in cavità artificiali (definita anche speleologia urbana in quanto molto spesso praticata all’interno di aree urbane) è molto recente.

In pratica gli speleologi, ormai conosciuti e riconosciuti come unici documentatori del sottosuolo, hanno ritenuto di applicare  l’esperienza maturata nel campo della ricerca in ambiente naturale anche in ambito urbano; tutto ciò allo scopo di poter riscoprire quei manufatti che l’uomo ha costruito nel sottosuolo e che da tempo sono stati completamente abbandonati.

L’ambito di applicazione è sicuramente molto ampio, si passa dalle opere idrauliche (acquedotti o pozzi) alle opere civili o militari (camminamenti, bastioni, polveriere o sortite) alle opere di culto (tombe o sepolcri) e per finire alle opere estrattive (miniere) particolarmente presenti nel territorio della nostra provincia e in particolare in Valtrompia; inoltre, in questa particolare attività, predomina l’aspetto storico che va a sostituire quello naturalistico, più importante nelle cavità naturali.

Ecco quindi che, a partire dal 1994, anche all’interno dell’Associazione Speleologica Bresciana un gruppo di Soci ha iniziato ad interessarsi della speleologia in cavità artificiali. Inizialmente la ricerca si è focalizzata su alcune piccole strutture legate ad incarichi specifici, di indagine documentativa o di verifica strutturale, che ci venivano richiesti.

In ogni caso il nostro principale interesse era rivolto al colle Cidneo e ai passaggi sotterranei del castello. Una serie di domande ci tempestava la mente ... quanti sotterranei sono ancora percorribili? ... quante delle leggende sentite sono vere? ... una nostra ispezione può far riemergere vecchi passaggi chiusi? ... tesori ancora da scoprire? ...troveremo quei cunicoli stretti e lunghi centinaia di metri che portavano alle mura cittadine?

Finalmente, nel 1996, si inizia a pensare in modo concreto alla realizzazione di una ricerca approfondita sulle cavità del Castello di Brescia, presentando al Comune la prima bozza di progetto per un'indagine documentativa sui sotterranei previa un’accurata indagine storica effettuata presso gli archivi di Stato.

Dal 1997 ad oggi l’Associazione Speleologica Bresciana, è stata più volte contattata da Enti, Comuni o ditte private al fine di intervenire all’interno di condotti sotterranei, tunnel, gallerie, pozzi per verificarne lo stato di conservazione o per eseguire una più accurata indagine con esecuzione di idonea documentazione topografica, fotografica e, in taluni casi, anche storica.

Inoltre, il recente ma prezioso contributo del socio Alberto Gussago, ha aperto nuove strade alla ricerca esplorativa grazie all’utilizzo di piccole telecamere robotizzate. Disporre di questa particolare attrezzatura ci ha permesso di “accedere” in ambienti che, per dimensioni o particolari pericolosità, sono normalmente il limite dell’uomo e quindi la fine dell’attività esplorativa. Le immagini e i dati raccolti (vedi alcuni esempi direttamente sul sito del socio: http://www.apgrobot.coianiz.it/archeologia/index.html) ci hanno consentito di approfondire gli studi e di progettare nuove fasi esplorative per una sempre più completa e approfondita conoscenza del mondo sotterraneo.

 

Ritornando al Castello di Brescia è nel 1998 che, grazie anche all'intervento della Fondazione Bresciana per la Ricerca Scientifica, il Comune ci dà le  opportune autorizzazioni e le chiavi necessarie per poter accedere ad ambienti, dove da anni nessuno mette piede.

Nei due anni successivi il gruppo è stato impegnato nella realizzazione dei rilievi e della relativa documentazione riguardante i sotterranei del Complesso Monumentale del Castello di Brescia. Come ogni attività di ricerca, anche quella eseguita in castello, non poteva ritenersi definitivamente conclusa se non con la pubblicazione dei dati e del risultato delle nostre indagini; ecco che nel settembre del 2002, grazie al patrocinio del Comune di Brescia, viene presentato al pubblico il primo libro che tratta degli ambienti sotterranei ancora oggi presenti in Castello:

 

“Segreti e Segrete del Castello di Brescia”.